ATTENZIONE! Il post che stai leggendo e' stato scritto oltre un anno fa: le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate e i commenti sono chiusi.

Tifiamo rivoltaDurante le recenti vacanze estive ho letto di alcuni bei libri, tra i quali “Piove all’insù” di Luca Rastello” e “La generazione degli anni perduti” di Aldo Grandi.

Entrambi riguardano le infinite storie accadute in Italia nei “famigerati” anni settanta: il primo una soggettiva di un adolescente che si trova a vivere in prima persona molti dei fatti cruciali del movimento di quegli anni e il secondo invece riporta alla luce, come recita il sottotitolo, le storie di Potere Operaio, una delle formazioni più importanti della sinistra extraparlamentare.

Di taglio diverso, il primo è un romanzo e il secondo un saggio, sono entrambi avvincenti e fondamentali per chiunque cerchi di capire un po’ di più su quello che accadde allora.

A seguito della lettura, cercando tracce su internet delle storie e degli avvenimenti letti mi sono imbattuto nel sito “Albume rosso non è un utopia”, ovvero “Involuzione semantica e formale nelle scritte sui muri a Bologna negli anni 1977-78″, ovvero 120 fotografie di graffiti apparsi sui muri di Bologna in quegli anni.

Alcuni sono semplicemente geniali.