Augustus Pablo. Dub, roots and reggae from the melodica king
Domenica 22 Aprile 2007
Tags: Augustus Pablo, CD, compilation, dischi, dub, Musica, reggae, traduzioni
Sulla scia della traduzione del testo che accompagna il CD “The essential Augustus Pablo“, fatta un paio di mesi fa, vi propongo oggi la traduzione di quello che si trova nel booklet del CD intitolato “Augustus Pablo. Dub, roots and reggae from the melodica king” ad opera, nuovamente, di Ian McCann.
In questo caso si tratta di un disco uscito qualche tempo fa (nel 2000) sempre per l’etichetta Union Square Music.
La tipologia di disco è la stessa di “The essential…”: anche in questo caso si tratta di una raccolta di brani di Augustus Pablo o da lui prodotti per altri. Dello stesso livello è, a mio avviso, la qualità dei brani scelti e qui inseriti: si va da classicissimi e famosi brani (ad esempio “Cassava Piece” e “Baby I Love You So”, subito in apertura del disco) a pezzi meno noti (”Give Praise” di Norris Reid) per un totale di 21 brani di assoluta qualità.
Stessa raccomandazione della volta scorsa: è un disco indicatissimo a chi non conosce la musica di Augustus Pablo e vuole addentrarsi nella sua sterminata opera; tra l’altro credo che sia anche di facile reperibilità nei negozi di dischi.
Ecco la scaletta:
- Cassava Piece
- Baby I Love You So (Jacob Miller)
- 555 Crown Streeta
- 555 Dub Street
- Rockers Rock
- Young Generation (Bongo Pat)
- New Style
- Meditation Dub
- Give Praise (Norris Reid)
- Silent Satta
- Dub Ethiopia
- East Of The River Nile
- Let’s Get Together (Tetrack)
- Black Ants Lane
- Memories Of The Ghetto
- Skanking Easy
- Black Gunn
- Tippa Tone Blues
- Up Warricka Hill
- Thunder Clapp
- Braces Tower Dub
Ed ecco la traduzione (qui il testo originale).
Augustus Pablo. Dub, roots and reggae from the melodica king
Anche se è sempre stato associato alla musica reggae più profonda e più roots - il suono dei poveracci (“sufferers”) della Giamaica - Augustus Pablo nacque da una famiglia relativamente benestante. Ma come molti convertiti alle religioni o agli stili di vita, Pablo fu più dedito ad un modo di vivere retto che molti di quelli che nacquero poveri. E mentre comprese come mai alcuni suoi pupilli come Jacob Miller desiderassero fare musica più commerciale e meno appassionata [heartical], quella strada non fece per lui.
Nato e cresciuto a Kingston, Horace Swaby, affascinato dallo ska, dal rocksteady e dal reggae come da ogni nuova onda di calore musicale che colpiva la Giamaica negli anni 60, ha imparato a giocare con la tastiera sin dagli anni dell’adolescenza e quando una conoscente gli ha prestato un melodica, ha giocato anche con quella.
Cercando una strada nell’ingarbugliato mercato reggae di Kingston, fu notato nel 1971 da un astuto intrallazzatore [wheeler-dealer], Herman Chin-Loy. Chin-Loy era sempre alla ricerca di nuovi suoni e gli piaceva usare musicisti sconosciuti - non solo perché potevano avere qualcosa di nuovo da offrire, ma perché erano meno costosi e Chin-Loy allora non era affatto ricco.
Chin-Loy era specializzato in bizzarri e pesanti strumentali che erano sulla cresta dell’onda di quella musica che presto sarebbe stata conosciuta come dub.
Diede al serio e magro ragazzo con la melodica un’audizione improvvisata fuori del suo negozio (Aquarius record shop), e poi lo portò allo studio Randy’s su North Parade, a Kingston. Il ragazzo aveva certamente qualcosa di nuovo da offrire e registrò un intero album con il materiale di Chin-Loy, il quale pubblicò parecchi 45 giri con lo pseudonimo di Augustus Pablo. Questo misterioso pseudonimo era già stato usato sui dischi di Chin-Loy, ma calzò così bene a Horace Swaby che lo mantenne.
Anche se nessuno dei singoli fu un grande hit, uno di questi, “East Of The River Nile”, fece colpo. La sua atmosfera misteriosa e dell’altro mondo, come se il reggae fosse stato trapiantato in Oriente, ha lanciato il cosiddetto “Far East sound”.
Diventò il marchio di fabbrica di Pablo.
Pablo, come è normale nel mercato reggae, ha cominciato a lavorare per altri produttori su basi prodotte su commissione, impreziosendo per un breve periodo le etichette di Bunny Lee, Derrick Harriott, Lee Perry, Gussie Clarke e Clive Chin, per il quale registrò un’altra pietra miliare del suono Far East, e suo primo vero successo, “Java”.
Ma Pablo capì rapidamente che per avere la libertà di realizzare dischi che veramente desiderava, avrebbe dovuto auto-prodursi, così lanciò due etichette, “Hot Stuff” e “Rockers”. La seconda fu chiamata così dal nome del sound system che Pablo realizzò con suo fratello Garth. Originariamente fu chiamato Rockers perché suonava vari tipi di musica, compreso il rock, ma nel 1971 Pablo e Garth decisero di concentrarsi esclusivamente sul roots reggae. La loro decisione coincise con lo sviluppo del dub e il venir meno della presa che il funky americano aveva su molti ravers giamaicani. Da questo momento in poi, il reggae avrebbe dettato legge in Giamaica ed il reggae degli anni 70 sarebbe stato conosciuto come Rockers - il sound system di Pablo aveva dato alla musica il suo nome.
Un disco su etichetta Rockers fu un articolo molto ricercato fra gli esperti a New York e nelle città inglesi. Garantiva tra i più potenti ritmi roots mai realizzati, un senso di vero mistero (diversamente dalle altre stelle del reggae, Pablo negli anni 70 non era solito fare tourneé e in pochi avevano visto una sua fotografia) e un potente mix di dub, solitamente di King Tubby, o occasionalmente di Lee Perry o di Errol T.
Sopra tutto il resto c’era la melodica di Pablo, un suono misterioso ed evocativo che non poteva provenire da nessun altro posto se non dalla Giamaica. Un disco rockers che fu aggiornatissimo, grazie alle innovazioni del dub, e tuttavia anche antico, senza tempo, che suggerisce la sabbia del deserto e le storie del vecchio testamento. Era musica roots in tutti i sensi.
Anche se c’erano altri musicisti che adottarono la melodica - in Giamaica, Peter Tosh degli Wailers, Joe White, Glen Brown, Pablove Black e Bobby Kalphat e nel jazz americano, Jack DeJohnette - tuttavia nessuno segnò la gloria di questo strumento tanto quanto Pablo. C’erano parecchi motivi. Pablo ha preferito agili melodie ad un rumore strombazzanti [honking] e, su parere del dub engineer King Tubby, ha lavorato principalmente sugli accordi minori, che idealmente soddisfacevano la qualità malinconica del suono dello strumento.
Inoltre il fatto era che la melodica non era un secondo strumento per Pablo o una novità con cui giocare. Ha considerato lo scopo della sua vita portare al mondo il messaggio Rasta con la sua musica e la melodica gli fornì il mezzo per farlo.
“Non sto facendo questo per i soldi”, ha detto nel 1992. “Lo sto facendo per amore, Jah works.” Intendeva: Pablo aveva rinunciato alle comodità della casa dei suoi genitori per perseguire la vita di uno outsider - un Rastaman, uno che rifiuta il sistema, così come il sistema rifiuta lui.
Ma siccome Pablo era un uomo meditativo e pensante il suo carattere si formò in interminabili ore nel reggae business. Il produttore londinese Chris Lane ricorda una sessione di studio per lui: arrestò il nastro quando la melodica di Pablo prese una rara, ma inequivocabile stecca. “Perchè hai arrestato il nastro?” chiese Pablo. Lane disse: “C’era una nota sbagliata.” Pablo ghignò ironicamente ed spiegò: “Non era una nota sbagliata. Quella era un’armonia antica.”
L’etichetta Rockers fu un successo artistico immediato, anche se le vendite iniziali erano basse, con Pablo che stampava appena 100 copie di qualche singolo. Tuttavia, quei singoli originali sono oggi oro per i collezionisti e rimangono delle pietre miliari del reggae degli anni 70. Il basso tuonante di “Cassava Piece”, sopra cui Pablo aggiunse la voce di Jacob Miller per “Baby I Love You So”, il brano romantico più roots mai registrato. La tempesta covata di “555 Crown Street” e il relativo dub di King Tubby, così come i temi di certi film di crimine del ghetto. Il ronzante [ravers chug] di “Rockers Rock”, portando il ritmo Studio One “Real Rock” ad una giovane generazione. Il richiamo di questa “Young Generation” da parte di Bongo Pat e lo strumentale (con lo xylofono) di Pablo “New Style”, mixato da King Tubby.
C’erano un gran numero di classici mixati da Lee Perry, compreso “Meditation Dub” sul ritmo “Words” di Perry; “Give Jah The Praise” e “Silent Satta” su una [churning] rifacimento di ”Satta Amassa Gana” degli Abyssinians; “Ethiopia Dub”, un ulteriore meditazione dell’innovativa “Java” di Pablo, così come “East Of The River Nile”, sommerso da nuove idee; “Let’s Get Together” del gruppo vocale Tetrack ed il relativo dub, intitolato dal nome di un’altra via di Kingston, “Black Ants Lane”; e “Memories Of The Ghetto”, un inno morbido ai periodi duri. A differenza dei molti che registrarono nello studio di Perry, il risultato era indubbiamente il lavoro dell’artista piuttosto che dell’ingegnere.
“Skanking Easy” non era niente di che, anche se la melodia lasciava un ritmo che era un vero peso massimo [heavyweight]. “Black Gunn”, il cui titolo deriva da un film blaxploitation, ha visto King Tubby trasformare i battiti dei piatti in spari squillanti; Pablo ha usato lo stesso ritmo per “Keep On Knocking” di Jacob Miller. “Tippa Tone Blues”, sul ritmo di Yabby U “Conquering Lion” - una vera riunione di leggende roots chiamate per un sound system giamaicano degli anni 70. “Up Warricka Hill”, che prende il nome da un punto panoramico su Kingston; “Thunder Clapp”, che utilizza il ritmo di “Ain’t No Sunshine” e “Braces Tower Dub”, dal classico album “King Tubbys Meets Rockers Uptown”. Tutti i pezzi hanno credenziali indubbiamente roots, ma era musica da sound system alla potenza - se non puoi [rock] questi, non puoi [rock] affatto.
“King Tubby Meets Rockers Uptown” ha portato Pablo all’attenzione di un mercato più vasto quando questo album dub assolutamente imperdibile fu realizzato nel 1977 dopo un paio di anni incomprensibilmente da parte. Inoltre la sua produzione del 1974 di “Baby I Love You So” di Jacob Miller fu il singolo della scoperta di Pablo come produttore.
Pablo negli anni 70 ha portato a buon fine un’ondata di produzioni di giovani cantanti come Junior Delgado e Hugh Mundell e di proprie inimitabili melodie di melodica. Negli anni 80 ha abbracciato i suoni digitali che sono emersi a seguito della dancehall, dimostrando che anche i computer hanno radici e ha continuato a sostenere il talento della gioventù povera di Kingston, come Yami Bolo e Icho Candy, dando loro una possibilità che altrimenti non avrebbero potuto avere.
Il suo debutto su un palco britannico nel 1987 ebbe una grossa acclamazione critica e lui passò il decennio successivo consolidando la sua unica e storica posizione nel mercato del reggae aprendo un negozio nel cuore di quella che una volta era la via della musica di Kingston, Orange Street, ed intraprendendo un programma di riedizioni.
Pablo aveva visto i suoi giovani pupilli, Jacob Miller e Hugh Mundell, morire giovani ed il suo alleato e mentore King Tubby seguir loro nel 1989. La salute di Pablo, spesso delicata, infine ha ceduto nell’estate del 1999, quando ha contratto una malattia neuromuscolare (Myasthenia Gravis). Ha lasciato una moglie, Karen, un figlio, Addis e un catalogo di musica che è senza confronti.
Ian McCann
N.B.: I diritti relativi al testo sono dei rispettivi autori.
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Ok! ci sta il circuito/mondo P2P con i vari protocolli e i vari client. Sul quale puoi trovare tutt...
Do you have the english version ?
Scritto il 26 Giugno 2007 alle 13:22con
You can find here: http://www.unionsquaremusic.co.uk.
Scritto il 26 Giugno 2007 alle 15:34con
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