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Dub & Reggae The Upsetter Compact Set

Mercoledì 4 Luglio 2007
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Upsetter Compact SetComprai questo CD un sacco di anni fa da Disfunzioni Musicali a Roma, non so per quale strana suggestione (forse su consiglio di uno dei ragazzi del negozio), e quando ancora non conoscevo né Lee Scratch Perry né il dub se non per sentito dire o per averne letto qualcosa su Rumore.

Quindi non sapevo che il disco era un artificio della Trojan usato per spacciare ben tre LP, su due CD, del nostro, visto che, all’inizio degli anni ‘90, la vendemmia di ri-pubblicazioni di album reggae/dub fondamentali ancora non era iniziata; sarebbe venuta dopo grazie ad etichette come Blood&Fire, Pressure Sounds e la stessa Trojan.

Gli album contenuti nel set sono: “Africa’s Blood” del 1971, “Rhythm Shower” del 1973 e “Double Seven” del 1974 e il titolo completo è “The Upsetter Compact Set”, di Lee “Scratch” Perry , The Upsetters & friends, Trojan Records, 1988.

Propongo qui la traduzione del libretto allegato al CD per varie ragioni: l’attualità dei suoni di Perry e dei suoi Upsetters, la presenza di vari brani frutto di collaborazioni con alcuni dei mostri sacri del roots-reggae jamaicano e l’interesse del testo, scritto da un certo Steve Barrow.

Lee Perry, conosciuto anche come “Little”, “King” e “Scratch”, si può dire che abbia avuto una carriera che è il paradigma della musica giamaicana.
Iniziò, come molti altri, con Clement “Coxsone” Dodd intorno al 1959. All’inizio collaborò con il sound system, Sir Coxsone Downbeat, più tardi fu promosso alla supervisione delle audizioni presso il negozio di Coxsone Dodd, situato all’epoca a Kingston in Orange Street.

Perry guadagnò anche una notevole esperienza nella produzione in studio (come fece anche il virtuoso delle tastiere Jackie Mittoo, tra gli altri). Molti dei primi successi di Delroy Wilson, compresi “Spit In The Sky”, “Joe Liges” e “Lion of Judah” furono scritti e prodotti, anche se non attribuiti, a Perry.
Questa sembrò essere una cosa frequente per l’etichetta Studio One (e altre etichette) - sia Larry Marshall che Leroy Sibbles svolsero una funzione simile per Dodd nei tardi anni sessanta.

Perry registrò anche come cantante in questo periodo - il suo primo disco fu “Old For New”, realizzato nel 1963 in Gran Bretagna - utilizzando principalmente uno stile “bluesy” e declamatorio sopra un martellante ritmo ska, suonato dal superbo gruppo di musicisti che stavano per essere conosciuti come gli Skatalite(s). I temi che emergeranno ancora e ancora nel reggae successivo sono prefigurati (preannunciati) in questi primi brani.

La rivalità tra i sound system, che fu spesso l’ingediente principale del nocciolo (nucleo) della musica giamaicana è ricreato in brani come “Prince in the Pack”, “Prince and Duke”, e, meglio di tutti in questo modo attaccante “Mad Head”, un colpo al vetriolo sferrato alla testa di Prince Buster, che in quel periodo volava alto con “Madness”.
Tutti questi dischi furono realizzati nel 1963; anni dopo tornò una forte protesta sociale, che si rifletté in pezzi come “Help the Weak” (1964), “Trial and Crosses”, “Whishes of the Wicked” (entrambi del 1965) e “Give Me Justice” (1966), così come la preoccupazione più comune - sesso e cibo - indicata da titoli come “Mother in Law” (1965), “The Woodman”, “Rub and Squeeze”, Doctor Dick” (tutte del 1966) e “Roast Duck” (1965).

Questi dischi uscirono su varie etichette di Coxsone - Studio One, Worldisc, C and N, Port-O-Jam e ND Records - e furono pubblicate in Gran Bretagna su etichette Island e R&B.
A partire dal 1968 Perry termina il suo rapporto con Dodd e incide dischi su etichetta Wirl con il gruppo di Lyn Taitt, che fornisce suoni molto rocksteady. Tra le traccie emerse da queste sessioni sono da ricordare i titoli di richiamo “Run for Cover” e “Whup Whop Man” e un’altra brillante risposta a Prince Buster con “Set Me Free”, nella quale Perry impersona un ruolo legale nella corte del Judge Dread! Lui è Lord Defend, il quale pensa che è ingiusto condannare i “rude boys” Emmanuel Zachariah Zaccepon, Adolphus James e Lord Grab-and-Flee a 500 anni. Loro sono stati spinti a delinquere poiché non riescono a trovare lavoro e

“…as Yours Honor knows
a hungry man is an angry one…”

Sempre nel 1968 Perry produce successi con Errol Dunkley per Joe Gibbs ed è il successo ottenuto per “The Upsetter” di Lee stesso che da il nome alla sua etichetta (Upsetter), fondata lo stesso anno.
Su etichetta Upsetter uscirono strumentali come “Popeye On Shore” del sassofonista Val Bennet, una variante del tema di “Nonesuch” sviluppato in origine dai Pioneers per Gibbs (”Nonesuch busted me bet”) e l’immenso successo di Perry “People Funny Boy”, che inizia con il suono del pianto di un neonato e continua con un schiaffo pungente a Gibbs;

“Now that you reach the top
and you turn big shot,
All I’ve done for you
- you don’t remember that.
When you were down and out
I used to help you out,
but now that you win jackpot
you don’t remember that.
Now that you’ve turned big shot
bwoy, you have big chat.
You lucky, you lucky, you lucky
you have rice an’ peas a yard.
Me, poor me, don’t have none at all…”

Questi ammirabili sentimenti, combinati con il “nuovo” suono, catturarono sia gli acquirenti di dischi in Giamaica, dove vendette 60000 copie, sia i sound system in Gran Bretagna. Il disco fu popolare anche tra gli skinheads, che, dal 1968, comprarono anche altri successi Upsetter, come “Place in the Sun” di David Isaacs e “Tighten Up” degli Untouchables. Infatti quest’ultimo disco diede il titolo alla serie di compilation, al prezzo di circa 14/6d, che vendettero enormemente dal 1968 al 1972.

Nel 1969 Trojan Records iniziò a pubblicare le produzioni di Lee Perry su etichetta Upsetter inglese, andando in classifica con la seconda uscita (”Return of Django”) e più tardi con “Return of the Ugly” e “Live Injection”.
Più di 100 singoli furono pubblicati solo su questa etichetta tra il 1969 e il 1973. Tra questi c’erano strumentali come “Night Doctor” e “The Vampire”, entrambi del 1969, “Dry Acid”, con il veterano DJ Count Sticky, “Check Him Out” dei Bleechers con quel grande e sottovalutato cantante di Leo Graham, e “Duppy Conqueror” di Bob Marley & the Wailers, tutti usciti nel 1970.

Nel 1971 produsse musica come la ultra-versionata “Beat Down Babylon” di Junior Byles, la sua DJ-version “Alpha & Omega” di Dennis Alcapone e “Dreamland” di Bunny Livingstone e “More Axe” degli Wailers.

Dal 1972 Perry consolidò la sua posizione di principale innovatore del reggae, rallentando il ritmo e prendendo quindi la strada che la musica giamaicana avrebbe seguito negli anni seguenti.
Anche se in seguito avrebbe cambiato il suo “beat” diverse volte, fu nel profondo e pesante suono del biennio 1972/74 che ebbe probabilmente la maggiore influenza sulla musica reggae e su produttori come Winston “Sir Niney” Holness (Observer), Augustus Pablo, Vivian Jackson, Clive “Azul” Hunt e Lloyd “Bullwackie” Barnes a New York.
Anche se quello era il trend nella musica reggae, Lee Perry fu il primo o uno dei primi. Deejay come Dennis Alcapone, Hugh “U-Roy”, I-Roy, Big Youth, Dillinger, Sir Lord Comic, Dr. Alimantado, Charlie Ace così come Perry (lui stesso non voleva fare toaster), pubblicarono tutti dischi su etichetta Upsetter.

Fu uno dei primi a riconoscere ed utilizzare il talento al mixaggio di King Tubby. Produsse cantanti e gruppi vocali dallo stile più vario, veterani come Shenley Duffus o il grande Kendrick Patrick (Lord Creator) così come nuovi talenti come Carl Dawkins, Dave Barker o Busty Brown, gruppi come gli Heptones, i Silvertones e i Melodians.
Per molti la sua collaborazione con gli Wailers di quel periodo produsse il materiale più soddisfacente mai registrato da questi.

Infine ci sono gli strumentali, basati in primo luogo sul talento di Winston Wright all’organo, Jackie Jackson o Aston “Family Man” al basso, Hugh Michael o Carlton Barrett alla batteria, Hux Brown alla chitarra e Gladstone “Gladdy” Anderson alle tastiere.

Questi pezzi sono raccolti in tre LP: “The Upsetter” (1969), “Return of Django” (1969) e “Scratch the Upsetter Again” (1970), che consistono principalmente in strumentali guidati dall’organo, spesso accompagnati da effetti di eco e riverbero, in uno stile che in parte deriva dal soul afro-americano, seguendo le linee sviluppate da Booker T & MGs e dai Meters; sono tutti una passerella del ritmo urgente ed esplosivo che caratterizza la prima fase del reggae.
Il suono Upsetter è imitato da altri produttori come Clancy Eccles e Sonia Pottinger, ma è il tocco eccentrico di Perry che fa in modo che i dischi su etichetta Upsetter predominino in una musica che troppo spesso è detta “monotona” e “ripetitiva”.

Alla fine del 1972-inizio del 1973 la seconda incarnazione principale degli Upsetters venne fuori da un gruppo di turnisti che comprendevano Winston Wright, Hux Brown, Jackie Jackson e Gladdy Anderson, come menzionato sopra. più Theophilus “Easy Snappin” Beckford al piano, Lloyd “Tinleg” Adams alla batteria, Ron Wilson al trombone, Bobby Ellis alla tromba e Tommy McCook al sax. La musica di questo gruppo e altri è raccolta su alcuni LP, compresi “Cloak and Dagger” (Rhino, 1973) “Africa’s Blood” (1973), “Double Seven” (1974) e parte di “The Upsetter Collection” (compilation ripubblicata, 1981).

“Africa’s Blood” comprende alcuni strumentali nello stile misterioso e mutevole, e influenzato dal soul iniziato negli LP del 1969/70, ma serve anche come ponte verso i successivi album dub come “Rhythm Shower” e il seminale “Blackboard Jungle Dub” - già la pratica di fare versioni dei ritmi era a buon punto. Perciò troviamo versioni di “Dreamland” di Bunny, di “Cherry Oh Baby”, originariamente di Eric Donaldson e qui intitolata “Well Dread Version 3″, di “Poor Chubby” di Junior Byles, qui chiamata “Long Sentence” e della versione di Byles di Dr. Alimantado, “Place Called Africa”.

“Rhythm Shower”, precedentemente disponibile solo in Giamaica in una tiratura limitata e per poco tempo in Gran Bretagna come pre-release, estende ulteriormente la pratica della “versione”. Sono qui incluse una versione DJ di “Tighten Up” di Dillinger, e la sua versione del ritmo di “Space Flight”, reso famoso da I-Roy (”Connection”).
C’è la seconda versione di “Words”, sicuramente uno dei ritmi degli Upsetters più famosi di sempre, originariamente di Sangie Davis ant the Gatherers, qui chiamata “Kutchy Skank”, con un giovane Augustus Pablo che entra ed esce dal mixaggio.

Abbiamo la quarta versione di “Give Me Power” ad opera degli Stingers, che offre un meraviglioso ed imprevedibile organo, chiamata qui “Double Power” e la seconda versione di “To Be a Lover”, ovviamente chiamata “Lover version”.
Quest’ultimo pezzo, in origine un successo di soul americano del 1969 (di William Bell su Stax), ebbe molte incarnazioni come successo dancehall. Dopo averlo usato come base per un cantato di Shenley Duffus, Perry lo diede a Winson “Niney” Holness, il quale lo passò a sua volta ad un certo A. Folder. Nelle sue mani servì come veicolo per un appassionato Delroy Wilson - “Have Some Mercy”, Augustus Pablo - “Pablo’s Mercy”, così come per una versione sax di Tommy McCook. Lo stesso ritmo fu usato molte volte da Jah Lloyd e fu infine re-inciso da Perry stesso in una versione di sei minuti per George Faith nel 1977.

Su questo interessante LP c’è anche un raro-su-disco Sir Lord Comic, qui all’opera su una variante del tema di “Old Man River”, mentre l’ultima traccia sul lato B, “Operation”, è in “combination style”, splicing “Give Me Power” e il formidabile ritmo “Fever”, usato per dischi di Junior Byles, Milton Henry e King Midous, Susan Cadogan e Jah Lloyd come Jah Lion. La parte centrale di quets traccia, che impiega un non ancora identificato ritmo, conduce a una ripresa finale di “Give Me Power”, nel quale il sottofondo esce da sotto una armonica o melodica particolarmente bassa; sentiamo poi una sirena di polizia o ambulanza che squilla come se fosse appena fuori dello studio, avvalorando il pensiero che una musica potente coma questa non può essere rinchiusa o tenuta nascosta.

“Double Seven”, originariamente pubblicato da Trojan nel 1974, contiene un sacco di brani mixati; un paio di pezzi cantati di David Isaacs, alcuni caratteristici strumentali guidati-dal-sintetizzatore, qualche fondamentale pezzo di Perry come il noto tributo al colonnello Sanders. “Kentucky Skank” (più tardi emerso come “Bathroom/Washroom Skank”) e quattro escursioni deejay di U-Roy e I-Roy, compresa la versione di I-Roy di “Antie Lulu” di Junior Byles, qui intitolata “Double Six”. Per chiudere c’è la versione di Perry del vecchio standard soul di Sam & Dave “Soul Man” e un strumentale aguzzo di tromba/trombone intitolato “Jungle Lion”.

Questi tre album, insieme a “Blackboard Jungle Dub” (ancora superbo, e il primo vero album dub stereo) e l’eccellente compilazione del 1981 di Chris Lane, “The Upsetter Collection”, sicuramente racchiudono la crema della musica Upsetter tra il 1972 e il 1974.
I ritmi più lenti tennero per un’altro paio d’anni, i trattamenti, come in “Curly Locks” e “The Long Way”, entrambi di Junior Byles o “Black Candle” di Leo Graham, divennero sempre più radi. La musica di questo periodo, tardo 1974/1975, fu pubblicato su singoli e LP su etichetta DIP, singoli su Ethnic e un LP solitario su Cactus intitolato “Dub Revolution”.

Perry impiegò, a partire dal tardo 1975, uno stile di mixaggio incredibilmente denso, complesso e barocco, ascoltabile in particolar modo su singoli come “Sipple Out Deh”, la prima versione di un pezzo che fu realizzato come “War In Babylon” di Max Romeo, il sublime “Police and Thieves” di Junior “Soul” Murvin o su LP pubblicati in Gran Bretagna da Island Records come “Super Ape”, “Upsetter on the Wire” e su produzioni degli Heptones, Jah Lloyd, George Faith, The Congoes e Prince Jazzbo così come sui suoi album solisti.
Alcuni classici dischi, dal 1973 in poi attendono di essere ripubblicati, alcuni sono stati pubblicati in USA/UK mentre altri sono apparsi solo su outlets giamaicane di Perry - Justice League, Wizzdom, Orchid, Underground, Perries’ e Black Art.
Alcuni non sono mai stati pubblicati, come il chiacchierato album con Augustus Pablo, o l’esperimento che tentò nel 1977 con due cantanti dell’Africa occidentale che cantavano pezzi Upsetter del periodo.

A seguito di una serie di disgrazie - la distruzione del suo studio, un paio di album mediocri (”The Return of Pipecock Jackson” e il decisamente medio “History, Mistery & Prophecy”), la troppo pubblicizzata rottura con l’etichetta Island - ci sono stati segni di recupero, incluse alcune ri-edizioni delle ultime cose degli anni 70 su etichetta Seven Leaves e un paio di apparizioni dal vivo.

Speriamo che continui affinché la musica giamaicana possa sempre avere qualcuno con la sua guida e il suo potere. Nel frattempo noi tutti possiamo apprezzare il suono del primo reggae da una delle voci più caratteristiche che siano mai arrivate dall’isola delle primavere - il suono crespo di Lee Scratch Perry… The Upsetter!

Steve Barrow
Agosto 1988

N.B.: I diritti relativi al testo sono dei rispettivi autori.

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