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Arte Le canzoni di Ascanio

Giovedì 2 Agosto 2007
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Ascanio Celestini

Non pago del bellissimo spettacolo offerto dalla Gioventù Sonica, domenica scorsa sono ritornato ad Ostia antica a vedere il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini intitolato “Racconti e canzoni”.

E’ stato una bellissima sorpresa: Ascanio questa volta canta. Le sue canzoni, accompagnato da Roberto Boarini al violoncello, Gianluca Casadei alla fisarmonica e Matteo D’Agostino alla chitarra.

E tra un pezzo e l’altro inserisce qualche racconto di quelli che hanno per protagonista personaggi più o meno noti del suo repertorio: Robertino Casoria e suo nonno partigiano, il lavoratore precario del call-center dell’Atesia, o ancora, i matti del manicomio.

Le canzoni sono tutte inedite; qualcuna si è sentita in anteprima in TV a “Parla con me”; infatti in apertura, Ascanio ammette, tra il serio e il faceto, che sono qui a provare i pezzi in vista della loro prossima registrazione in studio.

Eh si perché sembra che stia incidendo i pezzi per poi farli pubblicare su disco.

Inutile insistere: le canzoni sono (quasi) tutte molto belle e lui si rivela molto bravo anche nella loro interpretazione… insomma… una vera e propria rivelazione!

Eppoi sono canzoni che prendono una posizione netta contro la deriva che sta sempre più prendendo il nosto povero paese: una deriva qualunquista, di perdita della memoria, di disciminazione, di fascismo strisciante.

Di seguito riporto i testi di tre canzoni sentite a Ostia.

Li ho trovati sul (bel) sito Canzoni contro la Guerra e si intitolano: “La casa del ladro”, “La rivoluzione” e “Poveri partigiani”.

La casa del ladro

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l’aria che adesso respiro con il fiato corto è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: “stai attento”
Lui mi dice: “guardami bene, io non sono ladro soltanto. Io sono il padrone.”

Non sappia l’occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino. Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l’occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge. Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch’io sono un ladro gli dico e così mi avvicino. Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c’è un padrone di meno.

Non sappia l’occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

La rivoluzione

Io sono comunista… perché i comunisti sono come i marziani.. qualcuno dice che i marziani sono una civiltà superiore, come i comunisti.
Qualcun altro invece dice che i marziani sono dei criminali assassini che distruggeranno il mondo, come i comunisti.
Ma tutti sanno che i marziani non esistono, che i marziani sono un’invenzione letteraria, una meravigliosa storia di fantascienza… come il comunismo.
Visto e considerato che non ne potevano più della loro malasorte incominciarono ad aggirarsi come s’aggirò quel famoso spettro per l’Europa… tutti evidentemente erano dei disgraziati… ma ciascuno lo era in maniera differente… perché la disgrazia colpisce i miseri, ma con incredibile fantasia nella sorte.
Difatti c’era quello che aveva perso la casa e quello che più semplicemente aveva perso le chiavi di casa, c’era quello che aveva perso la memoria e mò non si ricordava neanche più che cos’è che si era perso, c’era quello che aveva perso la ragione… e insieme alla ragione aveva perso anche il torto. C’era quello che aveva perso tempo e mò non c’aveva più tanto tempo da perdere… e difatti fu lui che disse: “Attenzione!”

“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione!”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione!”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione!”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione!”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione!”

E nel mentre che s’aggiravano come s’aggirò quel famoso spettro per l’Europa, si trovarono a passare sotto le finestre di quelli che una volta dicevano “Avanti Popolo!”, e dicevano “Avanti Popolo” perché mandavano sempre davanti il popolo… e loro rimanevano indietro, magari d’un passo magari d’un metro perché loro ad andare davanti gli veniva da ridere. E furono questi ultimi che con gli occhi rossi e la morte nel cuore videro lo scompiglio nelle forze dell’ordine che mò non erano più né forti né ordinate… difatti erano scappati i generali, i marescialli, i colonnelli, i tenenti, sottotenenti, nullatenenti, perfino i Pompieri di Viggiù da qualche minuto non c’erano più…
Con loro erano scappati via i famosi guerrieri, quelli che mostravano i denti e terrorizzavano il mondo. Per strada c’era soltanto qualche brigadiere in pensione che sventolava la dentiera… ma si sa che anche i soldati sdentati capiscono come va la situazione.. e si dissero sottovoce…

“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione…”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione…”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione…”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione…”
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione…”

Il capo dei capi della polizia e di tutti gli eserciti riuniti stava guardando in televisione un famoso programma sui gamberi in salsa rosa quando ci fu una spiacevole interruzione… il giornalista autorizzato dalla redazione disse che purtroppo il programma del sabato sera, insieme al tirassegno sull’emigrante che passa la frontiera, il telegiornale di Paperino, il Grande Fratello con suo cugino e le olimpiadi di mazza fionda non sarebbero più andati in onda “Perché - disse - saltata è la programmazione…”
“Perché tra cinque minuti comincia la rivoluzione!”
disse
“Tra cinque minuti comincia la rivoluzione!”

Cosi il capo dei capi della polizia e di tutti quanti gli eserciti riuniti per la prima volta nella sua luminosa carriera si sentì di essere la persona sbagliata nel posto peggiore, lui che per tutta la vita era sempre stato cosi tanto sicuro di sé, che le parole gli stavano in bocca come famosi quadri dentro ad un museo, adesso invece si vergognava che in una città cosi piena di sole sporcasse i muri con la sua ombra.
Cosi quella folla che s’aggirava come s’aggirò il famoso spettro per l’Europa smise d’aggirarsi, si fermò un istante incominciò a fare il conto all’incontrario come si fa la notte di capodanno aspettando l’anno nuovo… e disse…

“meno 5, 4, 3, 2, 1″

-con un po’ di emozione-
“Gentili signori comincia la rivoluzione!”
“Gentili signori comincia la rivoluzione!”
“Gentili signori comincia la rivoluzione!”
“Gentili signori comincia la rivoluzione!”
“Gentili signori comincia la rivoluzione!”

Poveri partigiani

Poveri partigiani portati in processione,
nei telegiornali, alla televisione,
sopravvissuti un tempo alle fosse comuni,
ma seppelliti in questo tempo dall’informazione.

Sfilano il 25 aprile, con le medaglie appese alle bandiere
insieme alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere
dicono sottovoce: “viva la costituzione
ma adesso e’ tardi vado alla posta… devo prendere la pensione…”

Poveri deportati che mostrano la matricola alle telecamere
tra una pubblicita’ e l’altra il tetro tatuaggio
“questo sterminio vi e’ gentilmente offerto da una bibita gassata e da un famoso formaggio”

Poveri nomi e cognomi dei caduti di tutte le guerre
che stanno sempre sulla bocca degli onorevoli politici
con tutti quei morti in bocca avranno sicuramente un alito pesante
la loro lingua e’ un camposanto… dove resuscitano ogni tanto…

Poveri morti di Nassirya che forse ci credevano davvero
chi muore muore con onore… chi sopravvive vive nel dolore
povero Nicola Calipari che gli hanno intitolato pure un’isola pedonale
sara’ contenta la moglie che ha sposato
una zona a traffico limitato?

Poveri parenti degli eroi, che almeno per un giorno
sono stati eroi anche loro, nei funerali in mondovisione
ma appena il giorno dopo, erano morti anche loro…
erano morti… che ricordavano altri morti.

Ma voi:
Ricordate i morti ma ricordateli vivi!
Ricordate i morti ma ricordateli vivi!
Ricordate i morti ma ricordateli vivi!
Ricordate i morti ma ricordateli vivi!
Ricordate i morti ma ricordateli vivi!

I video di Ascanio Celestini a “Parla Con Me” si possono vedere sul sito della RAI.

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