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Grazie al sito di Critical Mass Catania ho scoperto questo interessante articolo che, riprendendo un articolo apparso sul sito del Comune di Torino, spiega alcuni motivi sul perché è giusto, conveniente e comodo usare la bicicletta negli spostamenti urbani.

A tal proposito si fanno altrettanto interessanti scoperte sull’uso della bicicletta in città leggendo l’inchiesta “Città in bicicletta, pedalando verso l’avvenire” fatta nel 1999 dalla Commissione Europea (DG XI: Ambiente, Sicurezza nucleare e protezione civile) dell’Unione Europea.

65 pagine di controinformazione sui dogmi della maghina come feticcio e nuovo-dio-in-terra, imposti dai mezzi di comunicazione di massa, e sui vantaggi derivanti dall’uso della bici, scritte però con un pragmatismo tipicamente nord-europeo (non a caso il commissario europeo all’ambiente, responsabile della pubblicazione, era il (?) danese Ritt Bjerregaard) e corredate da molti grafici e tabelle.

Ecco il sommario; per ingrandire le immagini basta cliccarci sopra:

1. La bicicletta: perché?

Numero di persone che circolano in un\'ora su uno spazio largo 3,5 m in ambiente urbanoNella vostra città il potenziale di sviluppo della bicicletta supera probabilmente i pronostici possibili in base alla situazione attuale.
L’uso quotidiano della bicicletta forse non è ancora rientrato nelle abitudini dei vostri concittadini, ma resta un modo di trasporto che avrà un ruolo non trascurabile per la mobilità.
Perché città in condizioni simili alla vostra hanno raccolto questa sfida?
La bicicletta può svolgere un ruolo nei vostri obiettivi di miglioramento della qualità della vita in città e dell’attrattiva dei trasporti pubblici?

2. Una nuova mentalità

Paragone per uno spostamento di 5 kmBicicletta, libertà, buona salute e buon umore vanno bene insieme.
La bicicletta evoca ovunque le stesse immagini di libertà e fitness e suscita simpatia in tutti i paesi dell’Unione europea.
C’è realmente un cambiamento di mentalità a favore di politiche degli spostamenti rispettose dell’ambiente urbano?

3. Nuovi esempi di città ciclabili

Un tempo, la bicicletta è stata il modo di spostamento per eccellenza in gran parte di tutti i nostri paesi. Dove c’erano una strada o un sentiero, la bicicletta era regina, dal nord al sud dell’Europa.
E oggi? Si va ancora in bicicletta oltre che nei Paesi Bassi e in Danimarca? Si va in bicicletta dove fa quasi sempre bello e non piove, lontano dai venti del nord?
Quali sono le città dove la bicicletta fa parte d’un nuovo approccio della mobilità?

4. La sicurezza: una responsabilità

Raffronto dei diversi modi di trasporto dal punto di vista ecologico rispetto all\'automobile privata per uno stesso spostamento di persone/chilometroI rischi di incidente costituiscono il solo svantaggio teorico della bicicletta.
Ma qual è la situazione effettiva? È dimostrato ormai che, per alcune classi di età, l’automobile rappresenta un rischio globale nettamente superiore alla bicicletta e che le ripercussioni positive della bicicletta sulla salute e la qualità della vita superano di gran lunga gli anni di vita persi negli incidenti…
Ciò detto, qualsiasi politica a favore della bicicletta deve ridurre al minimo i rischi per i ciclisti. Con quali mezzi? Le piste ciclabili sono sempre sinonimo di sicurezza?
L’esperienza di numerose città e le ricerche scientifiche dimostrano che si può garantire la sicurezza dei ciclisti anche sulla carreggiata. Come?

5. Osare una ridistribuzione dello spazio e dei mezzi

Nei centri città rimodellati in funzione dei pedoni i ciclisti spesso trovano naturalmente il loro posto. Dove l’automobile non è più invadente, si insinua la bicicletta. Ma nei casi dove bisogna decidere tra lo spazio per il traffico automobilistico e quello per le biciclette, le scelte sono talvolta ardue.
Come decidere equamente tra una richiesta di sistemazioni ciclabili e le «esigenze» del traffico automobilistico? Quali limitazioni è possibile imporre ad un modo di trasporto per dare delle chances ad un altro?

6. Cosa bisogna sapere

Medie massime delle concentrazioni di inquinanti respirati in un\'ora dai ciclisti e dagli automobilisti in uno stesso tragitto e nello stesso momentoI ciclisti potenziali sono numerosi perché a quasi tutti piace andare in bicicletta in presenza di un minimo di condizioni favorevoli.
L’abitudine di «pensare bicicletta» si è persa e bisogna quindi suggerire e ricordare che la bicicletta può essere un modo efficace e piacevole di spostarsi quotidianamente.
Per far pensare alla bicicletta, occorre mostrare la via.
Qual è la relazione tra il ciclismo per svago e quello praticato ogni giorno? Oltre a queste due grandi componenti, quali sono le altre componenti di una politica ciclistica? Quanto costerebbe una politica a favore della bicicletta? Cosa bisogna sapere per compiere i primi (buoni) passi?

7. Per aiutarvi

Se una politica a favore della bicicletta vi interessa, non siete i soli ad avervi pensato. In molti paesi esistono reti di città ciclabili. Quasi ogni anno un congresso o una conferenza riuniscono persone con un’esperienza o conoscenze che potrebbero esservi utili. Più vicino a voi, molti ciclisti sono pienamente disposti ad aiutarvi affinché la loro città agisca con loro.
Dove sono le risorse da canalizzare e come sfruttare nel modo migliore le sinergie?

8. Come cominciare?

Se bastasse fare soltanto una cosa per cominciare o per ottenere più rapidamente dei risultati, quale fare? Designare un delegato o coordinatore per la bicicletta.
Questa «Signora bicicletta» o questo «Signor bicicletta» dovrebbero occuparsi di questo argomento a tempo pieno.
Quali compiti dovrebbero svolgere?
Da quale struttura dovrebbero essere affiancati?
Sulla base di quale bilancio?
Su quali elementi bisogna intervenire in primo luogo?