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	<title>El Blogger’s &#187; civiltà</title>
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		<title>19 settembre 2009: Liberi di non credere</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>El Blogger's</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri della fede]]></category>
		<category><![CDATA[ateismo]]></category>
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19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: [...]]]></description>
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<img class="aligncenter" src="http://www.uaar.it/images/banner_roma468.jpg" alt="19 settembre 2009: Liberi di non credere" width="468" height="60" /></a><br />
<strong>19 SETTEMBRE 2009, ROMA<br />
LIBERI DI NON CREDERE<br />
primo meeting nazionale per un paese laico e civile<br />
</strong><br />
Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza.</p>
<p><span id="more-693"></span>Quasi ovunque il mondo politico ha registrato questi cambiamenti, improntando le legislazioni nazionali a norme sempre meno dipendenti dall’etica religiosa prevalente (ancora per quanto?), e valorizzando per contro l’autodeterminazione dei singoli individui. Persino in una “nazione cristiana” quale sono ritenuti gli Stati Uniti, un americano su sette non appartiene ad alcuna religione: non è un caso che, nel suo discorso di insediamento, Barack Obama abbia esplicitamente riconosciuto il ruolo dei non credenti.</p>
<p>Un solo paese occidentale sembra fare eccezione, nonostante la religiosità sia in calo anche lì. È il paese con la classe politica meno apprezzata, con i livelli più bassi di libertà di espressione: un paese che tanti, in patria e all’estero, ritengono in declino. Quel paese è il nostro, quel paese è l’Italia. Un paese dove i non credenti sono i paria della società, relegati dalla legge (e dal condizionamento sociale) a cittadini di quinta categoria: l’incredulità viene buona ultima, quanto a diritti, dopo la Chiesa cattolica, le confessioni sottoscrittrici di Intesa, i culti ammessi e le confessioni non registrate. Un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste. Un paese dove, in televisione, è impossibile ascoltare una critica alle gerarchie ecclesiastiche.</p>
<p>Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: anche in Italia, un cittadino su sette non crede. Ma nessuno lo ascolta. Certo, il servilismo del mondo politico e dei mass media italiani non teme, come si è detto, confronti con altri paesi. Ma anche gli increduli hanno le loro responsabilità. Se vogliono non essere discriminati sui luoghi di lavoro; se desiderano che i loro figli, a scuola, non siano confinati in un ghetto; se non accettano che ingenti somme delle (scarse) finanze pubbliche finanzino organizzazioni confessionali; se, in poche parole, pensano che l’Italia debba realmente essere uno Stato laico e democratico, che tratta tutti i cittadini allo stesso modo, è necessario far sentire la propria voce. Finora non è mai accaduto: mai atei e agnostici hanno manifestato per i loro diritti civili.</p>
<p>Atei e agnostici non credono nei miracoli: sanno benissimo che, per ottenere dei cambiamenti, è necessario darsi da fare. È dunque venuto il tempo, anche per i non credenti, di mobilitarsi. Per questo motivo l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che unisce gli atei e gli agnostici, indice per sabato 19 settembre, alle ore 15, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma</p>
<p>LIBERI DI NON CREDERE<br />
primo meeting nazionale per un paese laico e civile</p>
<p>La data scelta non è casuale. I diritti dei non credenti possono essere riconosciuti solo laddove non c’è alcuna religione di Stato, di fatto e/o di diritto. Il 20 settembre 1870 non venne meno solo una religione di Stato; fu abbattuto un regime teocratico all’interno del quale era impossibile dichiararsi pubblicamente atei o agnostici. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero<br />
Stato. Quel progetto, faticosamente avviato, fu poi bloccato dal ventennio fascista, dal cinquantennio democristiano e da un quindicennio di confessionalismo bipartisan.</p>
<p>Ora i tempi sono cambiati. Non intendiamo rievocare con nostalgia l’epopea risorgimentale: vogliamo invece impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea.</p>
<p>Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti</p>
<p>Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato</p>
<p>Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose</p>
<p>Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose</p>
<p>In particolare, chiediamo:<br />
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario<br />
Riconoscimento delle unioni civili<br />
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica<br />
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)<br />
Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004<br />
Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici<br />
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici<br />
Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria<br />
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita<br />
Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale<br />
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione<br />
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche<br />
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile<br />
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica<br />
Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose<br />
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa<br />
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme&#8230;)<br />
Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio<br />
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione<br />
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria<br />
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.</p>
<p>Se anche tu condividi questi obiettivi, il 19 settembre partecipa a</p>
<p>LIBERI DI NON CREDERE<br />
primo meeting nazionale per un paese laico e civile<br />
Per aderire alla manifestazione inviate una e-mail con oggetto “adesione” a: adesioni19settembre@uaar.it<br />
Per partecipare alla manifestazione, contattate il circolo o referente UAAR più vicino</p>
<p>Via: <a  href="http://www.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere">Nazione Indiana</a>, <a  href="http://www.uaar.it/uaar/19-settembre">UAAR</a></p>
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