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	<title>El Blogger’s &#187; libertà</title>
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	<description>In dub we trust!</description>
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		<title>Dittatura</title>
		<link>http://www.elrockers.org/blog/2010/03/07/dittatura/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 08:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>El Blogger's</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia anno zero]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[forma e sostanza]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Da La settimana di Internazionale 836 &#124; 5 / 11 marzo 2010
Sostanza
Tecnicamente si può già parlare di dittatura.
Forse non ce ne siamo ancora accorti perché siamo abituati ai colonnelli greci o alla giunta militare cilena. Ma quello che conta è la sostanza, non la forma.
Oggi è inutile mandare i carri armati per prendere il controllo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <em>La settimana</em> di <a  href="http://www.internazionale.it/sommario/?issue_id=428"><strong>Internazionale</strong></a> 836 | 5 / 11 marzo 2010</p>
<h2><cite>Sostanza</cite></h2>
<p><cite>Tecnicamente si può già parlare di dittatura.</cite></p>
<p><cite>Forse non ce ne siamo ancora accorti perché siamo abituati ai colonnelli greci o alla giunta militare cilena. Ma quello che conta è la sostanza, non la forma.</cite></p>
<p><cite>Oggi è inutile mandare i carri armati per prendere il controllo delle principali reti televisive, basta cambiare i direttori. Non serve far bombardare la sede del parlamento, è sufficiente impedire agli elettori di scegliere i parlamentari. Non c’è bisogno di annunciare la sospensione di giudici e tribunali, basta ignorarli. Non vale la pena di nazionalizzare le più importanti aziende del paese, basta una telefonata ai manager che siedono nei consigli d’amministrazione.</cite></p>
<p><cite>E l’opposizione? E i sindacati? Davvero c’è chi pensa che questa opposizione e questi sindacati possano impensierire qualcuno? Gli unici davvero pericolosi sono i mafiosi e i criminali, ma con quelli ci si siede intorno a un tavolo e si trova un accordo.</cite></p>
<p><cite>Poi si può lasciare in circolazione qualche giornale, autorizzare ogni tanto una manifestazione. Così nessuno si spaventa.</cite></p>
<p><cite> E anche la forma è salva.</cite></p>
<p><cite><em>Giovanni De Mauro</em></cite></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disgusto e indignazione su Facebook (AKA Free Luther Blissett)</title>
		<link>http://www.elrockers.org/blog/2009/10/21/disgusto-e-indignazione-su-facebook-aka-free-luther-blissett/</link>
		<comments>http://www.elrockers.org/blog/2009/10/21/disgusto-e-indignazione-su-facebook-aka-free-luther-blissett/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 14:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>El Blogger's</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuffa]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Luther Blissett]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena scoperto che FacciaLibro ha letteralmente fatto fuori il mio account!
Mi hanno disattivato l&#8217;account perché (suppongo) mi ero registrato con il mio vero nome: Luther Blissett!
La scarna pagina di spiegazioni dice:
Your account has been disabled. If you have any questions or concerns, you can visit our FAQ page qui.
Cliccando qui ho visit their FAQ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena scoperto che FacciaLibro ha letteralmente <em>fatto fuori</em> il mio account!</p>
<p>Mi hanno disattivato l&#8217;account perché (suppongo) mi ero registrato con il mio vero nome: Luther Blissett!</p>
<p>La scarna pagina di spiegazioni dice:</p>
<blockquote><p>Your account has been disabled. If you have any questions or concerns, you can visit our FAQ page qui.</p></blockquote>
<p>Cliccando qui ho <a  href="http://www.facebook.com/help.php?page=46">visit their FAQ page</a>, che dice:</p>
<blockquote><p>Perché il mio account è stato disabilitato?<br />
Il tuo account è stato disabilitato perché il nome di registrazione era falso. Facebook non consente agli utenti di registrarsi con nomi falsi o impersonare altre persone o entità, oppure dichiarare il falso o dare una falsa rappresentazione di se stessi o della propria affiliazione. Gli account di Facebook, inoltre, sono intesi per un utilizzo da parte di singoli individui, pertanto non è consentito a gruppi, club, aziende o altri tipi di organizzazioni di avere account.</p></blockquote>
<p><span id="more-844"></span>Nome di registrazione falso? Impersonare altre persone? Dare una falsa rappresentazione di se stessi? Luther Blissett un falso?<br />
Io sono Luther Blissett! Tu sei Luther Blissett!! Tutti siamo Luther Blissett!!!</p>
<blockquote><p>Perché Facebook non consente nomi falsi?<br />
Facebook è basata su interazioni nel mondo reale. Dare un nome falso toglie valore al sistema nella sua totalità. È probabile che gli utenti che operano sotto falso nome abusino del servizio. Prendiamo molto sul serio questo standard ed eliminiamo gli account falsi quando li scopriamo.</p></blockquote>
<p>Interazioni nel mondo reale? Valore al sistema?</p>
<p>Sono le vostre inutili e povere regole che sono false, e tristi. Voi siete falsi! Il vostro valore è nullo! Voi siete pazzi!<br />
Rinascerò ancora (su FacciadiCulo) sotto altre forme!</p>
<p><strong>Free Luther Blissett!</strong></p>
<p><a  rel="attachment wp-att-850" href="http://www.elrockers.org/blog/2009/10/21/disgusto-e-indignazione-su-facebook-aka-free-luther-blissett/accedi_facebook/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-850" title="Accedi_Facebook" src="http://www.elrockers.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/Accedi_Facebook-640x396.png" alt="Accedi_Facebook" width="640" height="396" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Continua la caccia alle streghe (aggiornato)</title>
		<link>http://www.elrockers.org/blog/2007/07/05/continua-la-caccia-alle-streghe/</link>
		<comments>http://www.elrockers.org/blog/2007/07/05/continua-la-caccia-alle-streghe/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2007 11:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>El Blogger's</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronachette]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[preti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come molti sapranno nei giorni scorsi si è scatenata l&#8217;ennesima caccia alle streghe: i ragazzi di molleindustria hanno pubblicato un nuovo gioco sul loro sito: Pretofilia, che come si intuisce dal geniale neologismo ha a che fare con preti (e) pedofili.
Luca Volontè, deputato dell&#8217;uddiccì (UDC), appellandosi alla legge 38/2006 dal titolo &#8220;Disposizioni in materia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.elrockers.org/blog/wp-content/uploads/2007/07/space_1_m.gif" alt="Giù le mani dai videogiochi" /></p>
<p>Come molti sapranno nei giorni scorsi si è scatenata l&#8217;ennesima <a  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Volont%C3%A8">caccia alle streghe</a>: i ragazzi di <a  href="http://www.molleindustria.org/">molleindustria</a> hanno pubblicato un nuovo gioco sul loro sito: <strong>Pretofilia</strong>, che come si intuisce dal geniale neologismo ha a che fare con preti (e) pedofili.</p>
<p><span id="more-297"></span>Luca Volontè, deputato dell&#8217;uddiccì (UDC), appellandosi alla legge 38/2006 dal titolo &#8220;Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet&#8221; ha fatto una interpellanza urgente a vari ministri per far rimuovere il suddetto gioco dal sito.</p>
<p>Le conseguenze di tale, fulmineo, atto le potete leggere su <a  href="http://cavallette.autistici.org/">Cavallette</a>, il blog di Autistici/Inventati: <a  href="http://cavallette.autistici.org/2007/07/581">Lunedì nero per la libertà di espressione: Pretofilia</a>, <a  href="http://cavallette.autistici.org/2007/07/611">Stanotte Dio ha telefonato in America</a>, <a  href="http://cavallette.autistici.org/2007/07/631">Noblogs.org torna visibile!</a> e <a  href="http://cavallette.autistici.org/2007/07/641">God Bless America</a>.</p>
<p>Lunga vita al prode Luca Volontè, paladino dei <strong><a  href="http://www.lucavolonte.eu/">valori cristiani</a></strong>!</p>
<p>Altre tracce in rete:</p>
<ul>
<li><a  href="http://permalink.gmane.org/gmane.culture.internet.rekombinant/2200">Cazzate a Volontè </a>: preciso intervento di Paolo di molleindustria</li>
<li><a  href="http://permalink.gmane.org/gmane.culture.internet.rekombinant/2220">Liberté, Egalité, Volonté. The Blasphemous Art Riot</a></li>
<li><a  href="http://antonella.beccaria.org/2007/07/03/le-vie-delle-interpellanze-sono-infinite/">Le vie delle interpellanze sono infinite</a> sul blog di Antonella Beccaria</li>
</ul>
<p>Ciliegina sulla torta: il sito <a  href="http://www.molleindustria.org/">molleindustria.org</a>, come moltissimi altri, non è più raggiungibile dalla rete intranet del <acronym title="Ministero per i Beni e le Atività Culturali">MiBAC</acronym> poiché è bloccato dal firewall!</p>
<p>Questa la pagina che viene visualizzata, da notare in fondo la finezza della categoria del sito: Pornography!<br />
<a  href="http://www.elrockers.org/blog/wp-content/uploads/2007/07/violazione_filtro_web_1024.png" title="Violazione filtro web"><img src="http://www.elrockers.org/blog/wp-content/uploads/2007/07/violazione_filtro_web_400.png" alt="Violazione filtro web" /></a><br />
Clicca sull&#8217;immagine per ingrandire.</p>
<p>Wow! Ora grazie a &#8217;sto firewall mi sento <em>proprio sicuro</em>!</p>
<p><strong>Aggiornamento (del 10 luglio):</strong></p>
<p>Il sito <a  href="http://www.lucavolonte.eu/">www.lucavolonte.eu</a> da ieri è stato posto sotto sequestro e <a  href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2035903">non si sa perché</a>.</p>
<p>Come succede spesso in casi (di censura) come questo il sito è ricomparso da <a  href="http://www.luca-volonte.com/">un&#8217;altra parte</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il copyleft secondo Wu Ming</title>
		<link>http://www.elrockers.org/blog/2006/06/21/il-copyleft-secondo-wu-ming/</link>
		<comments>http://www.elrockers.org/blog/2006/06/21/il-copyleft-secondo-wu-ming/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 08:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>El Blogger's</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Copyleft]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Wu Ming]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena acquistato il libro &#8220;Copyleft. Istantanee dal sommerso letterario&#8221; edito da Gaffi editore a cura di Girolamo Grammatico.
Il libro non l&#8217;ho ancora letto, ma ho letto, con molto interesse, l&#8217;introduzione al volume: una intervista del curatore a Wu Ming 2 sul tema del copyleft.
Come sempre ciò che dicono/scrivono i Wu Ming risulta tremendamente interessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Copyleft. Istantanee dal sommerso letterario" class="alignleft" id="image84" src="http://www.elrockers.org/blog/wp-content/uploads/2006/06/copyleft.png" />Ho appena acquistato il libro <strong>&#8220;Copyleft. Istantanee dal sommerso letterario&#8221;</strong> edito da <a  title="Il sito dell'editore" href="http://www.gaffi.it">Gaffi editore</a> a cura di Girolamo Grammatico.</p>
<p>Il libro non l&#8217;ho ancora letto, ma ho letto, con molto interesse, l&#8217;introduzione al volume: una intervista del curatore a Wu Ming 2 sul tema del copyleft.</p>
<p>Come sempre ciò che dicono/scrivono i Wu Ming risulta tremendamente interessante e, per quanto mi riguarda, mi trova molto d&#8217;accordo.</p>
<p><span id="more-83"></span>Questa è l&#8217;intervista:</p>
<blockquote><p><strong>Intervista a Wu Ming 2</strong></p>
<p>Nove serate di letteratura sembrano quasi un progetto cabalistico che vede nel nove un oracolo di buon auspicio per la riuscita di un evento. In realtà, come dimostrano i fatti, solo la creatività e la buona volontà strette in un abbraccio fraterno possono partorire momenti d’inestimabile valore. Questo è uno dei motivi per cui il libro che tenete tra le mani porta un nome che è un messaggio, è un movimento, è una meta da raggiungere e oltrepassare. Durante una delle suddette serate, Giovanni Cattabriga, componente dei Wu Ming (Wu Ming 2, per l’esattezza) non solo ha partecipato regalandoci un magico reading di Guerra agli Umani, ma ha contribuito rilasciando una intervista che spiega il motivo per cui ho scelto, come titolo di quest’antologia, la parola Copyleft.<br />
Cinque domande, quindi, ovvie, per certi versi, ma che attendono risposte non altrettanto ovvie, ma destrutturalizzanti. Risposte necessarie a capire quale abito mentale dobbiamo indossare per cominciare a ricostruire la società in cui viviamo.<br />
Questo è un altro motivo per cui il libro si apre con un racconto dei Wu Ming sulla ecosostenibilità e la mitologia legata all’albero, in stretto rapporto col narrare, e si conclude con un fumetto ispirato a tale racconto. Un omaggio, se volete, a chi ha avuto il coraggio di farsi carico di una grossa responsabilità tentando di contagiare, come il veleno di Paracelso, tutto il nostro organismo sociale.</p>
<p>1. Cosa significa copyleft?</p>
<p>Il termine copyleft nasce a metà anni Ottanta, nell’ambito del Free Software Movement di Richard Stallman. È un gioco di parole multiplo e quasi intraducibile: da una parte, poiché left (sinistra) è il contrario di right (destra), il termine comunica l’idea di un <strong>rovesciamento del copyright, cioè il diritto di copiare, riprodurre e diffondere un’opera dell’ingegno</strong>; ma left è anche il participio passato di leave (concedere, permettere), e ha quindi un sapore di <strong>“copia permessa”</strong>; infine, left significa sinistra anche in senso politico, e pertanto lascia intendere che il copyleft sarebbe una sorta di <strong>versione “comunista” del copyright</strong>. Tutto questo, in una sola parola e senza eccessive forzature. Infatti:<br />
- Il copyleft “rovescia” la logica del copyright, non la cancella. È una vera e propria mossa di ju jitsu, dove la potenza dell’avversario finisce per ritorcesi contro lui stesso. Sta proprio qui la differenza tra copyleft e no copyright: il copyleft non elimina il diritto esclusivo di riproduzione dell’opera, al contrario, lo rivendica. È come dire: la legge stabilisce che soltanto io, in quanto autore o editore o simili, posso fare copie di questo testo, software, brano musicale. Benissimo. Se questo è un mio diritto esclusivo, io posso sospenderlo in determinate condizioni. Per esempio, decido che se qualcuno vuole riprodurre il testo senza scopo di lucro, può farlo senza bisogno del mio permesso.<br />
- Questa “sospensione” del copyright ci porta al secondo significato, perché il copyleft prevede proprio una serie di concessioni, di permessi, rilasciati da colui che detiene legalmente i diritti di riproduzione dell’opera dell’ingegno. Solo facendo così ci si mette al riparo dai rischi paradossali del no copyright. Se nessuno rivendicasse i diritti di copia, allora CHIUNQUE potrebbe alzarsi una mattina e decidere di rivendicarli per sé, decidere di sfruttarli economicamente, decidere di non permettere a nessuno di riprodurre l’opera, decidere di farne pagare l’utilizzo a caro prezzo.<br />
- Il copyleft può essere considerato un “copyright di sinistra”, proprio perché indebolisce la proprietà privata delle idee, tutelando sia il fair use gratuito che il diritto degli autori a un giusto compenso.</p>
<p>2. Quando si può applicare il copyleft?</p>
<p>Quando si ha a che fare con un’opera dell’ingegno che può essere duplicata, diffusa e riprodotta: brani musicali, brevetti, progetti, testi, software, immagini, video, grafica… Negli Stati Uniti, i sostenitori del copyleft hanno speso molto energie per trovare una licenza “unica”, spesso con decine di clausole, che possa andare bene per qualunque situazione. È innegabile l’importanza “filosofica” di una formula così polivalente, ma resto convinto che sia più utile e pratico trattare i diversi problemi in maniera separata. Nel caso della musica &#8211; dove le tecniche di masterizzazione permettono di realizzare copie “quasi identiche” all’originale &#8211; la tutela degli autori può servirsi di strategie diverse rispetto all’editoria, dove nessuna macchina personal è ancora in grado di produrre un libro vero e proprio a partire da un testo copyleft. <strong>Mi sembra più urgente diffondere una cultura del libero accesso</strong>, che può declinarsi in maniera diversa a seconda dei diversi campi del sapere, <strong>piuttosto che concentrare tutti gli sforzi sugli aspetti legali e commerciali delle licenze</strong>.</p>
<p>3. Quali vantaggi offre la formula copyleft?</p>
<p>Permette ai prodotti dell’ingegno di circolare senza ostacoli, di raggiungere un numero maggiore di persone, di proliferare e diffondersi. Nel caso del software (ma non solo, vedi ad esempio il nostro racconto open source La Ballata del Corazza, su www.wumingfoundation.com/italiano/comunitari.htm), permette alla comunità di migliorare il prodotto, con interventi più o meno diretti che danno vita a diverse versioni. Permette agli utenti di fruire gratuitamente delle opere, in tutta libertà, purché senza fini di lucro. Permette agli autori di farsi conoscere da un raggio più ampio di persone, di superare ostacoli distributivi, di alimentare un passaparola più vasto. Nel caso della letteratura, <strong>5 anni di questa pratica da parte nostra dimostrano che il copyleft permette anche agli editori di vendere, spesso in misura maggiore, avvalendosi del circolo virtuoso prodotto dal diffondersi delle idee</strong>. Chi scarica gratis il testo di un nostro romanzo, finisce quasi sempre, se gli è piaciuto, per parlarne in giro, consigliarlo, regalarlo, comprarlo…<br />
Dietro ogni “copia in meno venduta” a causa del copyleft ci sono quasi sempre diverse copie in più vendute in libreria. E al di là delle ovvie differenze, credo sia possibile attivare meccanismi simili anche nel campo della musica e del cinema.</p>
<p>4. Qual è lo scopo del copyleft?</p>
<p>In senso piuttosto ampio, quello di garantire e promuovere tutti i vantaggi che ho descritto prima. <strong>Per noi, si tratta soprattutto di restituire alla comunità ciò che le spetta di diritto. Le storie sono di tutti</strong> e nessuno deve poterne bloccare la libera diffusione. La creatività dell’individuo è frutto di scambio tra cervelli, circolazione di idee, plagi più o meno consapevoli, prestiti, suggerimenti, frasi ascoltate di sfuggita nel bar sottocasa, episodi pescati dalla cronaca, anedotti raccontati sulla piazza, leggende urbane, fiabe popolari, personaggi di quartiere, storie rinvenute negli archivi, tra le pieghe della Storia ufficiale… Diciamo spesso che il narratore è una specie di terminale per tutto questo, un riduttore di complessità, che organizza e struttura questa materia per renderla fruibile. Tutto questo non significa affatto che l’autore è morto o che l’arte è solo ricombinazione: <strong>le storie sono emergenti</strong>, non le si può ridurre a una somma di parti e nemmeno le si può costruire aggregando brandelli di materiale in una specie di collage. Molto più semplicemente: se tu vai su una parete di roccia a picco su un villaggio e ci scolpisci sopra un bassorilievo, dopo non puoi recintare la zona e chiedere agli abitanti del posto di pagare un biglietto per vedere quel che hai fatto… Certo, se viene un regista di Hollywood e vuole usare quell’opera come sfondo per le scene di un film, allora magari ti fai pagare, e lo stesso se la Telecom vuole impostarci una pubblicità, e se poi gli abitanti della zona vogliono acquistare un libro fotografico sul tuo lavoro, o una cartolina, è giusto che la paghino, ma certo non puoi privarli della loro montagna solo perché tu ci hai scolpito sopra qualcosa. Questo è lo scopo ultimo del copyleft applicato alle storie: rendere gratuito il contenuto, restituirlo ai legittimi proprietari, e ricavare un giusto compenso dalla vendita del contenitore, che è un oggetto, con costi produttivi e distributivi. Chi vuole l’oggetto libro, paga (o ruba). Chi vuole semplicemente accedere al testo, può farlo gratis.</p>
<p>5. Dal copyleft al…?</p>
<p>È presto per dirlo, anche perché ci sono ancora moltissimi campi dove la cultura del copyleft deve affilare le armi e studiare strategie di intervento. Trovo molto fecondi gli esperimenti che si stanno facendo in Rete per rendere open source documentari, film, romanzi… La domanda basilare è: in cosa consiste il codice sorgente di una storia? (in sostanza, l’equivalente del “linguaggio” che fa girare un software). Se voglio mettere un’altra persona nelle condizioni di accedere alle “fonti” di un romanzo, per poterlo rimontare, modificare, raccontare a suo piacimento, cosa devo inserire in questo pacchetto? E nel caso di un documentario? Recentemente ho letto di un regista che ha messo scaricabile gratuitamente tutto il girato di un suo documentario. Chi vuole, può montarsi la sua versione, farla vedere agli amici, inserire parti nuove.<br />
Prima o poi, credo, vedranno la luce macchinari di dimensioni e prezzi limitati, che permetteranno agli utenti di stampare e rilegare un libro in casa. Se una pratica del genere diventasse di massa, <strong>bisognerebbe studiare cosa offrire “in più” a chi compra il libro</strong>, che tipo di servizi garantire per chi lo scarica a pagamento, senza per questo impedire il download gratuito. Anche questa potrebbe diventare una sfida molto interessante e trasformare l’idea di letteratura che abbiamo oggi, magari restituendo importanza a performance orali, come quelle dei cantastorie, reading, letture pubbliche, spettacoli ispirati ai libri dai quali trarre quel compenso per il proprio lavoro che potrebbe essere eroso dalla stampa casalinga a basso costo.<br />
L’importante è saper reagire in maniera creativa, senza le isterie liberticide (e perdenti) che hanno caratterizzato negli ultimi anni le case discografiche nei confronti del file sharing, una forma di copyleft imposta dal basso, <strong>un maremoto che è stupido cercare di fermare: occorre imparare a nuotare, cavalcare l’onda, divertirsi a fare surf…</strong></p></blockquote>
<p>Ah! coerentemente con l&#8217;impostazione dell&#8217;operazione editoriale, il testo è liberamente scaricabile da  questo indirizzo: <a  title="Scarica il libro" href="http://www.gaffi.it/document/upload/Copyleft.doc">www.gaffi.it/document/upload/Copyleft.doc</a>.</p>
<p>Per approfondire, invece, i temi della proprietà intellettuale, &#8220;pirateria&#8221;, copyleft, creative commons, free software, P2P e, in generale, i temi legati alle libertà digitali, Wu Ming ha messo on-line tutti gli scritti e le interviste tematiche: <strong>OMNIA SUNT COMMUNIA</strong>. <a  title="Omnia sunt communia" href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/tematico_copyright.html">www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/tematico_copyright.html</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Re-Rekombinant</title>
		<link>http://www.elrockers.org/blog/2006/03/02/re-rekombinant/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 16:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>El Blogger's</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bifo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro cognitivo]]></category>
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		<description><![CDATA[
Evviva!
Rekombinant.org, ovvero &#8220;linee di fuga dal pensiero binario&#8221; ovvero &#8220;autorganizzazione della rete del lavoro cognitivo&#8221; è di nuovo on-line!
E usa WordPress come piattaforma.
Solo che i contenuti sono ora esclusivamente in inglese.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.elrockers.org/blog/wp-content/uploads/2006/03/logo_rk.png" alt="Rekombinant" id="image24" /></p>
<p>Evviva!</p>
<p><a  href="http://www.rekombinant.org/">Rekombinant.org</a>, ovvero &#8220;<font class="m">linee di fuga dal pensiero binario&#8221; ovvero &#8220;</font><font class="m">autorganizzazione della rete del lavoro cognitivo</font><font class="m">&#8221; </font>è di nuovo on-line!</p>
<p>E usa WordPress come piattaforma.</p>
<p><strike>Solo che i contenuti sono ora esclusivamente in inglese</strike>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.elrockers.org/blog/2006/03/02/re-rekombinant/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
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