E’ successo di nuovo!
Il 30 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato l’ennesima riforma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Credo sia la quarta o la quinta riforma consecutiva del ministero, fatta nell’arco di sei o sette anni, da almeno tre governi, di orientamenti opposti! (eh si… ho perso il conto).
Qui il (sobrio) comunicato stampa del ministero: Il Consiglio dei Ministri approva regolamento di organizzazione, e qui il nuovo regolamento di organizzazione che non appare, chissà forse per pudore, sul sito ufficiale del ministero.
L’ufficio in cui lavoro (Servizio I. Affari generali, statistiche, sistemi informativi e nuove tecnologie) cambia direzione generale di appartenenza: dalla Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Promozione (che non esiste più; soppressa) alla Direzione generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali.
E dire che il buon ministro Rutelli, nel discorso pronunciato al suo insediamento, aveva chiaramente detto che non avrebbe (ri)messo mano alla organizzazione del ministero, non fosse altro per non dover (ri)cambiare anche solo la carta intestata…
Oh mon dieu!